Vangelo
13-6-2009
Solennità del SS.mo Corpo e Sangue di Cristo
Es 24,3-8Eb 9,11-15Mc 14,12-16.22-26

Si rabbrividisce spesso guardando la fede delle nostre comunità. La Messa è spesso considerata un peso, fatica, incomprensione. Certo, anche i sacerdoti hanno una grande responsabilità, quella di mettere il loro meglio per rendere la celebrazione luogo dell’incontro. Ma, fatto il possibile, in collaborazione reale con l’assemblea, il problema diventa semplicemente la fede: accogliere con stupore, celebrare con verità l’Eucarestia. Se è così l’Eucarestia diventerà centro della settimana, la Parola celebrata ritornerà in mente durante i vari impegni della giornata. E l’incontro con Cristo Eucarestia, con questo corpo dato, mi cambierà inesorabilmente il modo di vivere, di pensare, di amare. È vero: c’è gente che fa il bene senza bisogno di andare a Messa, ma per me il cristiano il bene deriva dall’incontro con Cristo. È vero che la preghiera può essere personale, ma l’incontro della comunità ci fa sentire ed essere Chiesa. Non lasciamo cadere il dono più prezioso che ci ha fatto il Signore! Ritorniamo alla Chiesa delle origini, dove lo spezzare il pane e il bere dal calice erano davvero principio primo ed ultimo dell’esistenza. Spesso non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a celebrare l’Eucarestia: molti cristiani hanno lottato per cibarsi di Lui e molti vivono la messa clandestinamente. La solennità che quest’oggi celebriamo sia per noi momento non solo per ringraziarLo di essersi donato per la nostra salvezza, ma anche per rafforzare la nostra fede e vincere ogni nostra barriera. Anche noi, come i martiri di Abitene, dobbiamo esclamare: “Sine dominica non possumus “ ovvero “Non possiamo vivere senza la domenica!”
Ignazio Gadaleta
